Akutagava Ryunosuke

 

Akutagawa Ryunosuke (1892-1927) va annoverato fra i grandi maestri della letteratura giapponese moderna. Durante la sua breve vita, che si concluse tragicamente con un suicidio, fu attento e critico osservatore del suo tempo. Scrisse centinaia di racconti e a due di essi, Rashômon (1915) e Yabu no naka (Nel bosco, 1922), si ispirò il regista Akira Kurosawa per il film vincitore del Leone d’Oro a Venezia nel 1951. Dal 1935 a questo autore è intitolato uno dei più prestigiosi premi letterari giapponesi.

Scritto in poco meno di due settimane e apparso sulle pagine della rivista Kaizô nel marzo 1927, Kappa si rivelò fin dall’inizio ermeticamente ostile a qualunque tipo di considerazione critica. Definito di volta in volta racconto per l’infanzia, allegoria sarcastica della società contemporanea, novella vagamente intrisa di idee socialiste, la storia sfugge ancora oggi ad una classificazione di genere troppo rigida. La vena di misantropia e pessimismo che sembra attraversare questo piccolo capolavoro di stile e fantasia trova, se non altro, pieno riscontro nelle parole che lo scrittore stesso usò per spiegare quale fosse stata la sua genesi: «Kappa, è nato dal mio disgusto per le cose, primo fra tutti il disgusto per me stesso».

Non sono mancati neanche accostamenti con opere della letteratura occidentale. Kappa rientrerebbe cioè a far parte di un gruppo di romanzi (da Gulliver’s Travel [1726] di Jonathan Swift a Candide ou l’optimisme [1759] di Voltaire, Reineke Fuchs [1793] di Goethe, Erewhon [1872] di S. Batlor) nei quali dietro il camouflage dell’utopia, bizzarra e grottesca quanto si vuole, si nasconde l’obiettivo dell’autore che mette spietatamente a fuoco, ridicolizzandole, le grandi istituzioni su cui poggia la società umana.

Resta il fatto, comunque, che Kappa, con la sua stravagante galleria di personaggi fantastici; il suo mondo così assurdo eppure così vicino al reale; la satira semplice e un po’ didascalica, ma non per questo meno incisiva; le brevi digressioni su alcuni personaggi del panorama letterario mondiale; gli elementi autobiografici "nascosti"; una certa lucida, profetica visione di quello che sarà il destino dello stesso autore (Akutagawa morirà suicida proprio come il poeta Tok nel racconto), offre la possibilità di una lettura su più livelli. Al lettore la scelta di tali possibilità.

 

 

Kappa è tratto da «Akatagawa Ryunosuke Tanpenshosetsu-shu» («Raccolta di novelle di A.R.») ed. Shinchosha, Tokyo 1994, pp. 65-135.

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