Gottfried Keller

 

 

Massimo scrittore svizzero di lingua tedesca, vicino alle posizioni di Ludwig Feuerbach, Gottfried Keller (1819-1890) contribuì in modo decisivo a determinare il linguaggio espressivo del realismo classico. Tra le sue opere principali ricordiamo innanzitutto il romanzo «di formazione» Enrico il verde (1854-55), annoverato tra i grandi capolavori del genere. Accanto ai cicli di racconti La gente di Seldwyla, Sette leggende, Novelle zurighesi e L’epigramma Keller fu anche autore di poesie e del romanzo Martin Salander. La novella Romeo e Giulietta nel villaggio fu pubblicata nel primo volume del ciclo La gente di Seldwyla (1856). Nel ristamparla Keller vi apportò nel 1875 alcune modifiche, sopprimendo tra l’altro il finale, negativamente giudicato dall’autore subito dopo la prima pubblicazione. L’edizione originale si concludeva con le parole: «Per ciò che concerne la moralità, il racconto non intende affatto abbellire o rendere onore all’accaduto; giacché gesto più alto di una simile, disperata abnegazione sarebbe stato al massimo quel farsi forza che comporta la rinuncia, e quella tacita vita che si conduce all’insegna della devota fatica e del lavoro, e poiché questi sono, insieme al tempo, gli incantesimi più potenti, essi sarebbero forse riusciti a ottenere tutto il possibile, modificando le cose con la loro discreta influenza, distruggendo i pregiudizi, ristabilendo l’onore e rinnovando la coscienza, giacché la vera fedeltà non è mai priva di speranza. Ma per ciò che concerne l’inselvatichirsi delle passioni, noi giudichiamo questo caso e altri simili, che ogni giorno si verificano tra il popolo più umile, come un’ulteriore testimonianza che esso solo alimenta la fiamma del sentimento possente e della passione, conservando almeno la capacità di morire per una causa del cuore, affinché, per la consolazione dei poeti di romanze, essa non scompaia completamente dal mondo. L’indifferente spegnersi e sciogliersi di "relazioni" tra i ceti colti, il gioco frivolo ed egoistico con le stesse, l’enorme leggerezza con la quale la gioventù si unisce e si divide, quando l’affetto non rientra nel calcolo, sono dieci volte più ripugnanti di quelle sciagure che oggi riempiono i protocolli dei funzionari di polizia e un tempo riempivano le tavole dei cantastorie. Ogni giorno si può vedere ad esempio un signore ben vestito che improvvisamente pianta in asso nel mezzo della strada la moglie o la sposa promessa, solo perché a un macellaio è scappata una vecchia mucca che si avvicina correndo minacciosa. Solo a debita distanza, sbucando da un portone, il signore agita il suo bastoncino da passeggio e fa: "Bscht! Bscht!". Questa gente d’altra parte non si toglierebbe la vita per ostinazione o passione, quando la si volesse separare. Né lo farebbero coloro che pubblicizzano su tutti i giornali il loro "avvenuto" fidanzamento, e quattordici giorni dopo si fanno guerra a colpi d’inserzioni, vantandosi di aver per primi rotto la "relazione"». Il presente volume segue la stesura definitiva della novella nel testo stabilito dalla edizione critica delle opere di Gottfried Keller, a cura di Jonas Fränkel e Carl Helbling (vol. VII, Erlenbach/Zurigo 1926), ripresentando la traduzione di Lavinia Mazzucchetti, rivista in sede redazionale da Maria Teresa Ferrari. Il testo di Robert Walser è compreso nel volume Die Rose (1925), Francoforte sul Meno 1986, pp. 23-24.

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Romeo e Giulietta nel villaggio