Ernst Theodor Wilhelm Hoffman

 

 

Ernst Theodor Wilhelm Hoffman (il cui terzo nome, Wilhelm, fu mutato in Amadeus in segno di omaggio a Mozart) nacque a Königsberg il 24 gennaio 1776 da Christoph Hoffmann, severo giurista non privo di inclinazioni artistiche, da Luise Albertine Dörffer, donna dal temperamento ipersensibile e soggetta a vere e proprie crisi nevrotiche. Dopo la separazione dei genitori, avvenuta nel 1780, Hoffmann fu affidato alla famiglia materna ove passò la sua infanzia, segnata da esperienze indelebili che non si cancellarono più dalla sua mente e che emergono in molte delle sue opere. Fra queste, decisivo fu l’affetto per la dolce zia Füsschen, morta assai giovane e trasfigurata nel ricordo di Hoffmann come il simbolo della femminilità, come il simbolo di una sublimata esperienza amorosa della fanciullezza in cui lo scrittore vedrà la prima identificazione di femminilità, Eros, musica e poesia. Accanto al prozio Vöthory, modello dell’indimenticabile Justitiarius del racconto Das Majorat [Il maggiorasco], lo zio Otto Wilhelm Dörffer, rievocato più tardi, costituì il primo incontro con quella categoria di personaggi bizzarri ed eccentrici che affollano la narrativa hoffmanniana e che Hoffmann frequentò sempre con un profondo interesse psicologico, specie durante gli studi universitari a Königsberg (sino al 1796) ove, oltre a studiare legge e a disinteressarsi dell’insegnamento kantiano, coltivò una fervida amicizia per Theodor Hippel, cui scrisse interessantissime lettere ricche di confessioni autobiografiche, e visse la sua prima autentica passione amorosa, quella per Cora Hatt, che ispirerà numerosi racconti. Appartengono a quegli anni, in cui s’andava già delineando in Hoffmann la tendenza all’instabilità nervosa e all’eccitabilità, le entusiastiche letture del Werther, di Rousseau, Sterne, Jean Paul e di opere care al gusto "notturno" come Der Geniusdi Grosse.

Promosso nel 1796 referendario a Glogan, vi conobbe il mefistofelico e misterioso pittore Molinari, che egli ritrasse più tardi in alcune delle sue figure sataniche dal tenebroso fascino meridionale. Nel 1798 visitò la Galleria di Dresda ove s’entusiasmò, secondo un’esperienza "obbligata" per molti autori romantici, per la pittura rinascimentale italiana. Dopo un’attività presso il tribunale camerale di Berlino (1798-1800) e un fidanzamento presto sciolto con Minna Dörffer, divenne assessore a Posen e vi rimase dal 1800 al 1802, dividendosi, in un’ardente febbre di vivere, tra il lavoro, la vita di società, gli amori, le amicizie, la passione per l’arte e soprattutto per la musica, e le burle grottesche come quella che gli costò il trasferimento nella cittadina polacca di Plock, dove trascorse due anni solitari e difficili (1802-804). Sposatosi nel 1802 con la polacca e cattolica Michalina Rorer-Trzynska ("Mischa"), fu trasferito nel 1804 a Varsavia e vi rimase sino al 1807, risentendo un profondo influsso di quel crogiolo di civiltà slavo-tedesca. Ancor incerto sulle proprie attitudini e indeciso fra pittura, letteratura e musica, Hoffmann tendeva sin da allora a quel processo di trasfigurazione continua della vita nell’arte e a quella compensazione e sublimazione estetica che contrassegneranno più tardi la sua opera.

Perduto l’impiego dopo la sconfitta della Prussia ad opera di Napoleone e la conseguente perdita dei territori polacchi, Hoffmann si recò a Berlino dal 1807 al 1808, ove la conoscenza di Fichte, Schleiermacher e Chamisso gli fece conoscere il movimento romantico. Dal 1808al 1813 fu a Bamberg facendo il recensore musicale, il regista e lo scenografo, rappresentando per la prima volta la Kätchen von Heilbronn di Kleist e inscenando anche alcune opere di Calderón; a Bamberg il fascino del cattolicesimo barocco s’intrecciò all’amore per Julia Marc, modello di quasi tutte le sue protagoniste femminili e identificata, con un processo tipicamente romantico e psicologicamente assai interessante, con l’amore per la musica vista ora come soavietà celeste ora come potenza patologica e distruttrice. Nel 1809 uscì la sua prima novella Ritter Gluck [Il cavaliere Gluck], intreccio di minuziosa realtà e fantasia surreale, prima raffigurazione del demone della musica e dell’inquietante "sdoppiamento" della psiche e del reale. Fortemente influenzato, durante un viaggio a Norimberga nel 1812, dall’altro "polo" del gusto romantico (quello gotico, borghese e protestante), Hoffmann visse da vicino (a Dresda e a Lipsia, nel 1813-14) le ultime campagne napoleoniche e riprese nel 1814 la sua professione di giurista a Berlino esercitandola sino alla morte, nonostante la vita dispersiva e la salute sempre più minacciata, e mantenendo un’esemplare dignità e coerenza nell’oppressivo clima della restaurazione, che egli non mancò di satireggiare al pari del filisterismo borghese e dello sciovinismo esasperato delle leghe studentesche.

Nel 1814-15 uscì la prima raccolta di novelle, i Phantasiestücke in Callots Manier [Pezzi di fantasia alla maniera di Callot] che rivelano già nel titolo il gusto del grottesco e della caricatura cari al grande disegnatore francese.

Dalle serate berlinesi trascorse con Chamisso, Contessa, Fouqué e numerosi medici e scienziati nacquero i racconti usciti a partire dal 1819 nella serie Die Serapionsbrüder, nello spirito del santo – e folle – Serapione che abolisce ogni distinzione fra realtà e sogno, natura e fantasia, in un surrealismo ante-litteram: novelle che spaziano nei più diversi generi narrativi, dal racconto avventuroso o addirittura poliziesco allo studio patologico, dalla satira antiborghese all’ironia contro i miti romantici, dalla fiaba surreale al capriccio musicale. Del 1819 è Klein Zaches genannt Zinnober [Il piccolo Zaccheo detto Cinabro], gustosa e amara satira antilluministica e antiassolutista, del 1820-21 la Prinzessin Brambilla, aereo balletto metafisico in cui ogni dissidio fra Io e sosia, realtà e fantasia, molteplicità e unità si compone in un arabesco musicale di derivazione schellinghiana. Nelle Lebensansichten des Katers Murr nebst fragmentarischer Biographie des Kapellmeisters Johannes Kreisler in zufälligen Makulaturblättern [Punti di vista e considerazioni del gatto Murr sulla vita nei suoi vari aspetti e biografia frammentaria del maestro di cappella Johannes Kreisler su fogli di minuta casualmente inseriti, 1820-22] Hoffmann intreccia, con un ardito e precorritore sperimentalismo, tragicità e ironia, la straziata storia di un Amleto romantico e borghese dilacerato dall’arte e dalla nevrosi e la sua parodia grottesca ed estraniante incarnata nel personaggio di un gatto filisteo. Autore del Meister Floh [Maestro Pulce, 1822] deliziosa satira antiassolutistica e al contempo allegoria della grazia poetica, Hoffmann compose numerosi racconti di vario genere, da quello borghese-realistico a quello notturno a quello avventuroso o allegorico, continuando a lavorare freneticamente sino alla morte, avvenuta per tabe dorsale il 25 giugno 1822. D’incerta attribuzione è il romanzo libertino Schwester Monika erfährt und erzahlt [Esperienze e confessioni di suor Monika, 1815].

 Librarsi ha pubblicato

Il cavaliere Gluck

Don Giovanni

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