Alphonse Daudet (Nimes 1840-Parigi 1897), interrotti gli
studi a quindici anni a seguito del fallimento dellazienda paterna, passò due anni
in un collegio come ripetitore. Nel 1857 raggiunse il fratello Ernest a Parigi: una sua
raccolta di versi ebbe unaccoglienza favorevole e valse a procurargli una
collaborazione al "Figaro" nonché la protezione del duca di Morny, presidente
del corpo legislativo, di cui Daudet fu segretario per cinque anni. Dopo aver
rappresentato con successo alcuni lavori teatrali, iniziò a pubblicare su
"LEvénement", a partire dallagosto 1866, una gustosa serie di
racconti, aneddoti, bozzetti, ambientati per lo più nella natia Provenza e intitolati Lettere
dal mio mulino[Lettres de mon moulin] poi riuniti nel notissimo volume (1869)
dallo stesso titolo; un tenero e ammiccante humour, una mano accorta e sensibile
nella resa del vagheggiato paese del sud della Francia, tanto diverso dalla grigia
metropoli in cui il giovane scrittore muoveva i primi passi della carriera, una costante
disposizione a comprendere lumanità, ad amarla e a farla amare, offrono già una
definita misura del prosatore al suo felice esordio. Una vena ancora tenera ma più amara,
nellindugiare alla maniera di Dickens sulle note del misero e del compassionevole,
rivela Storia di un fanciullo [Le Petit Chose, 1868], in cui lautore
racconta, fedelmente nella prima parte e in modo romanzato nella seconda, la propria
infanzia e giovinezza. Il primo grande successo venne a Daudet dalla pubblicazione di Tartarino
di Tarascona [Les aventures prodigieuses de Tartarin de Tarascon, 1872],
seguito da Tartarino sulle Alpi [Tartarin sur les Alpes, 1885] e da Port-Tarascon
(1890), opera con la quale Daudet si creò un più ampio spazio narrativo e, pur senza
rinunciare alla tentazione del bozzetto, della caricatura, del colore meridionale, riuscì
a dar vita a un vero e proprio personaggio, in egual misura reale e immaginario, un don
Chisciotte al di qua dei Pirenei.
Tornato al teatro con lArlesiana [LArlesienne,
1872], dramma musicato da G. Bizet, e alla novella con i Racconti del lunedì [Contes
du lundi, 1873], dove la tragedia della sconfitta francese del 70 è rivissuta
su un piano familiare e privato, Daudet affronta ora la prova del romanzo di costume:
costume e ambiente "parigino", preciserà lautore, a sottolineare la
portata realista di questa sua svolta creativa, e insieme il congedo, che vorrebbe essere
definitivo, dalla musa provenzale. Il primo romanzo, Ditta Fromont e Risler [Fromont
jeune et Risler ainé, 1874], annuncia fin dal titolo, quello di una ragione sociale,
la nuova maniera. Fra i successivi romanzi si ricordano la commovente storia di Jack
(1876), Il nababbo [Le nabab, 1878], amaro quadro della società politica e
mondana del secondo impero, I re in esilio[Les rois en exil, 1879], Numa
Roumestan (1880), ritratto satirico di un politicante meridionale in cui si credette
di riconoscere L. Gambetta, Levangelista [Levangeliste, 1883],
contro il fanatismo e il rigorismo protestante, e infine Saffo[Sapho, 1885],
difesa dellordine borghese e familiare e insieme denuncia di ogni bohèmeletteraria
e artistica.