Angelo Costantini

L’autore e la maschera

 

Angelo Costantini nasce a Verona intorno al 1654. Figlio di due comici, ben presto intraprende la carriera di attore come Arlecchino, lavorando alla corte ducale di Parma e a Venezia. Nel 1681 arriva a Parigi dove, abbandonati i panni di Arlecchino, diventa Mezzettino, maschera che già nei primi anni del secolo rappresentava uno Zanni. Costantini, però, modifica il personaggio, facendone un servo astuto e pronto a eclissarsi, ne rinnova il costume, ma soprattutto decide di presentarsi in scena senza maschera: il successo è immediato.

Sciolta la Troupe Italienne, gli attori si disperdono: Costantini, nelle vesti di Mezzettino, trascorre molti anni in giro per l’Europa, accompagnato dal favore del pubblico, ma non sempre da quello dei sovrani. Nel 1729 riesce a tornare a Parigi: dopo aver recitato per qualche settimana, ormai invecchiato, decide di ritirarsi dalle scene e, rientrato in Italia, muore nella città natale alla fine dello stesso anno.

Nel 1695 era apparso un curioso libretto scritto in francese, dove Costantini ripercorreva la vita di un famoso comico napoletano, che trionfò a Parigi con la Troupe Italienne: Tiberio Fiorilli, noto come Scaramouche, l’attore della Commedia dell’Arte più celebre della sua epoca.

Il personaggio di Scaramuccia deriva dal Capitano, ovvero l’attaccabrighe napoletano sempre incline a scappare. Fiorilli gli toglie la spada, sostituendola con la chitarra, ed elimina la maschera, mantenendo l’abito nero, colore tipico dei nobili spagnoli.

Costantini ritiene che Fiorilli sia nato a Napoli nel 1608, ma tuttora la data non è sicura. In ogni caso, verso la metà del secolo, accolto l’invito di Mazarino, lo troviamo a Parigi, dove riscuote un successo strepitoso e duraturo, nonostante i numerosi viaggi in Italia: il suo Scaramouche dominerà a lungo la vita teatrale della capitale. A partire dal 1658 la Troupe Italienne, la cui stella è Scaramouche, entra in diretta concorrenza con la compagnia di Molière. Mentre il drammaturgo francese si afferma, Fiorilli si avvia lentamente al declino, anche se, nonostante gli acciacchi e le turbolente vicende personali, non abbandonerà il palcoscenico sino alla vecchiaia, recitando ancora, secondo Costantini, all’età di ottantun’anni. Fiorilli-Scaramouche muore nel 1694.

 

 

La Commedia dell’Arte

 

La Commedia dell’Arte, forma teatrale di antica origine sviluppatasi in Italia a partire dalla metà del XVI secolo, è caratterizzata dalla mancanza di un vero e proprio copione, sostituito dallo scenario o canovaccio: l’assenza del testo scritto mette quindi in luce le capacità d’improvvisazione dell’attore, relegando in secondo piano la figura dell’autore. Tutti i personaggi sono ridotti a tipi fissi, le cosiddette maschere, e la rappresentazione assume un carattere prevalentemente comico. Fra le maschere principali, ricordiamo Il Magnifico (Pantalone), Il Dottore (Balanzone), entrambi anziani, il primo Zanni (spesso il capocomico) e il secondo Zanni, che impersonano i villani, poveri e ignoranti, scesi dalle valli del bergamasco per lavorare in città. Il primo è il servo furbo che prende corpo nella maschera di Brighella, mentre il secondo, quello sciocco, si incarna in Arlecchino. A tali maschere se ne affiancano altre, le cui caratteristiche e fama varieranno nel corso del tempo, come nel caso di Scaramuccia (il nostro Scaramouche) e Mezzettino.

Dopo il 1550 nella repubblica veneta si formano le prime compagnie di attori girovaghi: il grande successo le porterà, oltre che in tutt’Italia, in molte corti d’Europa e, in particolare, in Francia. Nel 1642, morto Richelieu, il cardinale Mazarino, appassionato del teatro italiano, invita i comici più celebri che, diventati ufficialmente Comediéns du Roi de la Troupe Italienne, si stabiliscono a Parigi e recitano per il re e la corte. La loro attività, interrotta a fine secolo quando la Troupe Italienne viene sciolta dalle autorità francesi, riprende nel 1717: a causa dell’inarrestabile declino che subirà negli anni successivi, la Commedia dell’arte può considerarsi definitivamente conclusa con l’inizio dell’800.

 

 

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La vita di Scaramuccia