PATOLOGIE ALCOOL - CORRELATE

Tratto da: HEALTH21 - HEALTH FOR ALL IN THE 21ST CENTURY

European Health for All Series n. 6, WHO, Copenhagen, 1999.

I diritti di traduzione e pubblicazione di un’edizione italiana sono stati concessi dall’OMS al CESPI. Il documento completo è in fase di stampa e verrà pubblicato con il titolo "Salute 21 - Salute per tutti nel XXI secolo".

Alcool

Le bevande alcoliche sono responsabili di qualcosa come il 9% del carico totale di malattie nella Regione poiché fanno aumentare il rischio di cirrosi epatica, di alcuni cancri, dell’ipertensione, dell’infarto e delle malformazioni congenite. Anche se il consumo di alcool riduce il rischio di malattie coronariche, le riduzioni maggiori si ottengono a livelli di consumo inferiori ai 10 g. al giorno e ne beneficiano soltanto gli ultracinquantenni. A livelli di consumo elevati, l’alcool aumenta il rischio di morte improvvisa per insufficienza coronarica. Inoltre, il consumo di alcool aumenta il rischio di problemi famigliari, lavorativi e sociali quali l’alcooldipendenza, gli incidenti (compresi gli incendi), gli assalti, i comportamenti criminosi, le ferite accidentali, la violenza, gli omicidi ed i suicidi, gli incidenti stradali e navali, a volte con estesi danni all’ambiente. Tra il 40 ed il 60% delle morti da ferite intenzionali e non è attribuibile al consumo di alcolici. I danni alcool-correlati sono particolarmente elevati nella parte più orientale della Regione e sono in larga misura responsabili dell’incremento delle morti cardiovascolari e della riduzione delle aspettative di vita.

Nel novanta per cento dei Paesi della Regione il consumo annuo pro capite di alcool puro supera i due litri (quantità massima indicata per restare nei limiti di rischio di mortalità più bassi per la popolazione). Il costo dell’alcool per la società, calcolando sia la spesa diretta che la perdita di produttività, si aggira tra il 2 ed il 5% del PIL.

Obiettivo 21 - Ridurre i danni da consumo di alcool, droghe e tabacco

Per l’anno 2015, gli effetti dannosi derivanti dal consumo di sostanze che causano dipendenza quali il tabacco, l’alcool e le droghe, devono essere significativamente ridotti i tutti gli Stati membri.

In particolare:

12.1 in tutti i Paesi la percentuale dei non fumatori deve essere almeno dell’80% tra i maggiori di 15 anni e quasi del 100% tra i minori di 15 anni;

12.2 in tutti i Paesi il consumo di alcool pro capite non deve aumentare o superare i 6 litri l’anno e deve essere prossimo allo zero per i minori di 15 anni;

12.3 in tutti i Paesi la prevalenza dell’uso di droghe psicoattive deve essere ridotto di almeno il 25% e la mortalità di almeno il 50%.

Strategie proposte

Alcool

Nei Paesi della Regione europea i fatti dimostrano che intraprendendo iniziative contro il consumo di alcool si possono ottenere significativi benefici sanitari ed economici. La Carta Europea sull’Alcool (Parigi, 1995) sottolinea le principali strategie di promozione della salute, che comprendono la promulgazione di nuove leggi ed il rafforzamento di quelle esistenti in materia, la tassazione delle bevande alcoliche, ed il controllo sulla pubblicità diretta ed indiretta delle bevande alcoliche. La valutazione dell’impatto dell’industria sulla salute è un’importante strategia complementare.

Carta Europea sull’Alcool - dieci strategie per agire contro l’alcool

  1. Informare la popolazione sulle conseguenze derivanti dal consumo di alcool per la salute, la famiglia e la società e sulle misure efficaci che si possono prendere per prevenire o ridurre al minimo i danni, costruendo ampi programmi educativi che partano dalla prima infanzia.
  2. Promuovere ambienti pubblici, privati e di lavoro protetti dagli incidenti, dalla violenza e dalle altre conseguenze negative derivanti dal consumo di alcool.
  3. Promulgare nuove leggi e rafforzare quelle esistenti in modo da scoraggiare efficacemente la guida in stato di ebbrezza.
  4. Promuovere la salute attraverso il controllo, per esempio per i giovani, della disponibilità di bevande alcoliche ed influire sul loro costo imponendo una tassazione.
  5. Attuare controlli severi, riconoscendo i limiti o le proibizioni esistenti in alcuni Paesi riguardo la pubblicità diretta ed indiretta di bevande alcoliche e garantire che nessuna forma di pubblicità sia specificamente indirizzata ai giovani, ad esempio collegando l’alcool allo sport.
  6. Garantire alle persone con un consumo di alcool rischioso o dannoso ed alle loro famiglie l’accesso ad efficaci servizi di cura e riabilitazione, dotati di personale addestrato.
  7. Promuovere la consapevolezza delle responsabilità etiche e legali tra coloro che si occupano del commercio o della mescita di bevande alcoliche, garantire controlli severi sulla sicurezza dei prodotti e mettere in atto misure adeguate contro la produzione e la vendita illecite.
  8. Aumentare nella società la capacità di trattare con l’alcool attraverso la formazione di operatori di diversi settori, quali la sanità, il sociale, la formazione e la giustizia, rafforzando nel contempo lo sviluppo e la leadership della comunità.
  9. Sostenere le organizzazioni non-governative ed i movimenti di auto-aiuto che promuovono stili di vita sani, specialmente quelli il cui scopo è la prevenzione o la riduzione dei danni alcool-correlati.
  10. Formulare in tutti gli Stati Membri programmi su ampia base che tengano conto della presente Carta Europea sull’Alcool; specificare obiettivi chiari ed indicatori di risultato; monitorare i progressi e garantire una revisione periodica dei programmi basata sulla valutazione.

Fonte: Alcohol - less is better. Copenaghen, Ufficio Regionale OMS per l’Europa, 1996 (Pubblicazioni Regionali OMS, Serie Europea, n. 70)

 

La Carta sull’Alcool del 1995 ed il Piano d’Azione Europeo contro l’Alcool forniscono quindi il quadro politico per ridurre i danni causati dall’uso di alcool. Una maggiore tassazione sui prodotti alcolici riduce i danni alcool-correlati, soprattutto tra i giovani e tra i forti bevitori. Una riduzione del 10% nei consumi pro capite si accompagnerà ad una diminuzione del 20% circa della mortalità alcool-correlata nei maschi ed a una riduzione generale del 5% degli incidenti mortali, dei suicidi e degli omicidi.

Sono necessarie regole per il controllo dei contenuti alcolici delle bevande, per escludere affermazioni che creino collegamenti non autorizzati tra prodotti e salute, per il controllo delle confezioni in cui vengono venduti i prodotti alcolici per garantire che sulle confezioni siano riportate le informazioni necessarie (ad esempio il contenuto di etanolo). Le bevande alcoliche le cui confezioni simulano quelle delle bibite analcoliche e che sono disegnate e commercializzate per attrarre gli adolescenti, aumentano il rischio di dipendenza ed intossicazione ed andrebbero vietate. La pubblicità ha un peso considerevole sul consumo di alcolici; le restrizioni portano ad una riduzione dei consumi e dei danni correlati. Se la pubblicità degli alcolici è permessa, dovrebbe essere ristretta alla stampa e limitarsi ad informare sui prodotti.

Anche le limitazioni degli orari o dei giorni di vendita, la regolamentazione del numero, del tipo e della locazione dei punti vendita contribuiscono a ridurre i consumi. L’aumento dell’età per il consumo legale degli alcolici può ridurre gli incidenti stradali alcool-correlati nonché le morti. Servizi responsabili e programmi di formazione per i baristi, maggiori responsabilità legali per chi serve alcool, tutto contribuisce a ridurre il numero di incidenti in cui l’alcool è coinvolto. Le migliori tecnologie disponibili possono essere utilizzate per creare bevande alcoliche di alta qualità, a prezzi competitivi e con un basso contenuto alcolico.

Le morti per ferite intenzionali e non, quelle per improvvise crisi coronariche e molte conseguenze sociali sono tutte risultanti da intossicazione alcolica acuta. Le strategie mirate per la riduzione dei danni dovuti all’uso di alcool devono incentrarsi sulla riduzione degli episodi di intossicazione e separare il bere dal tipo di comportamento che causa il danno. Particolarmente importanti sono i programmi di prevenzione nei luoghi di lavoro, così come lo sono le azioni e le pesanti sanzioni atte a prevenire la guida in stato di ebbrezza.

In assistenza primaria, i brevi interventi sono efficaci nella riduzione dei consumi di oltre il 25% in persone a rischio o dedite a consumi dannosi. Questi interventi sono economici, riducono i costi dell’assistenza e migliorano la salute. I programmi di intervento di comunità possono essere efficaci nella riduzione degli incidenti stradali dovuti all’alcool, nella limitazione delle vendite ai minori, nella promozione di servizi di mescita responsabili e nel facilitare l’adozione di leggi locali.

L’ALCOOL IN NUMERI

Dott. Paolo Barcucci

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel suo documento "Salute per tutti nell’anno 2000" all’obiettivo 17 dichiara: "entro l’anno 2000 il consumo di sostanze che provocano danni alla salute e dipendenza, dovrà essere drasticamente ridotto in tutti gli stati membri del 25%".

Successivamente nel dicembre 1995 a Parigi, veniva approvata, dagli Stati membri della Regione Europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la carta europea sull’alcol; questa carta definisce 5 principi etici, obiettivi e 10 strategie, con le quali determinare un processo di informazione, educazione sanitaria e tutela della salute, in grado di produrre quel cambiamento culturale che è indispensabile per raggiungere gli obiettivi del progetto Salute per tutti nel 2000.

Questi atti dell’O.M.S. hanno richiamato l’attenzione sulla stretta correlazione tra la quantità di bevande alcoliche consumate dalla popolazione generale e l’incidenza delle patologie alcolcorrelate.

La quantità di alcool prodotta è quindi un indicatore significativo dei consumi e conseguentemente delle patologie alcolcorrelate.

La produzione

Nel corso degli anni ’70, a livello mondiale c’è stato un andamento ascendente della produzione di vino, mentre a partire dagli anni ’80 c’è stata una inversione di tendenza. In Italia la produzione di vino è passata dai (120.000 ettolitri/anno dei primi anni ’80 ai ( 63.000 ettolitri del 1993, come dettagliato nella tabella seguente:

 

Regione

Produzione di vino in ettolitri (x 100)

 

1981

1993

Piemonte

7.004

3.226

Valle d’Aosta

55

31

Lombardia

3.653

1.581

Trentino

2.056

1.147

Veneto

16.239

7.928

Friuli

2.144

1.265

Liguria

615

277

Emilia Romagna

17.509

7.609

Toscana

8.525

2.938

Umbria

1.805

954

Marche

3.894

1.772

Lazio

9.076

3.480

Abruzzo

3.141

3.821

Molise

681

405

Campania

4.583

2.185

Puglia

15.249

11.051

Basilicata

652

521

Calabria

1.726

952

Sicilia

17.051

10.192

Sardegna

3.500

1.336

ITALIA

119.156

62.672

 

Fonte ISTAT

I consumi

La quantificazione del consumo alcolico è un indicatore privilegiato, ma di difficile acquisizione, ed è affrontato con strumenti diversi, quali ad esempio la parte di spesa delle famiglie italiane, destinata all’acquisto di bevande alcoliche. La tabella seguente espone i consumi economici annuali , espressi in miliardi di lire, delle famiglie italiane, confrontando la spesa per le bevande alcoliche, con quella per il totale delle bevande, con il totale dei consumi. Si evidenzia come l’entità della spesa per l’acquisto di bevande alcoliche sia percentualmente diminuito sia rispetto alla spesa per il totale delle bevande (pur continuando a rappresentarne la maggior parte) , che maggiormente se confrontata con la spesa totale.

Anni

Bevande alcoliche

Totale bevande

Totale consumi

1980

12.027

14.179

736.769

1985

10.603

13.041

812.845

1990

10.631

14.434

984.465

1994

10.002

14.271

1.030.296

 

Consumi annuali delle famiglie (in miliardi di lire) - Fonte: elaborazione CENSIS su dati ISTAT

 

Un altro indicatore significativo, in quanto direttamente correlato con l’entità dei problemi alcolici, è la quantità di bevande alcoliche consumate; questo è un dato che viene estrapolato dalla spesa e integrato con ricerche campione.

Nei primi anni ’90 i consumi sono stati quelli riportati dalla tabella seguente, dalla quale si evince una sensibile diminuzione e un cambiamento nel tipo di bevanda alcolica consumata.

Anni

VINO

BIRRA

LIQUORI

TOTALE

1990

61,8

23,8

1,4

87,0

1991

61,0

23,5

1,5

86,0

1992

60,4

23,3

1,7

85,4

1993

57,9

22,1

2,2

82,2

 

Consumi totali pro capite di bevande alcoliche (litri/anno) - Fonte: elaborazione CENSIS su dati ISTAT

 

I problemi alcool-correlati

Pur essendo ormai internazionalmente accettata la correlazione diretta, tra consumo di alcool e insorgenza di stati morbosi, la valutazione quantitativa della morbosità e mortalità alcool-correlate non è di facile definizione. La consapevolezza che nessun organo è sicuramente inattaccabile dall’alcol, e la difficoltà di individuarne la stretta correlazione, ha portato negli anni all’evoluzione della posizione nei confronti del cosiddetto "bere sicuro"; la "dose sicura" è passata dai 120 grammi pro capite di alcool anidro/die degli anni ’60 ai 60 grammi/die per i maschi e 40 per le femmine degli anni 70’, ai 40 grammi/die per i maschi e 20 per le femmine degli anni ’80, diminuendo progressivamente fino al novembre 1993, quando in un documento il gruppo alcool dell’O.M.S. dichiarava l’impossibilità di individuare una soglia quantitativa dio alcool, al di sotto della quale il danno fosse assente, acquisendo definitivamente il concetto di assunzione di bevande alcoliche quale "comportamento a rischio",.

Di seguito riportiamo la tabella di correlazione tra grammi di alcool anidro e quantitativo di bevanda alcolica:

TIPO DI BEVANDA

QUANTITA’

ALCOOL ANIDRO

GRADAZIONE ALCOLICA

BIRRE

boccale piccolo (330 ml)

gr. 10

3.0° - 3.5°

ITALIANE

boccale grande (500 ml)

gr. 15

3.0° - 3.5°

BIRRE

boccale piccolo (330 ml)

gr. 15

3.6° - 4.5°

ESTERE

boccale grande (500 ml)

gr. 20

3.6° - 4.5°

SUPER

misura standard (40 ml)

gr. 15

38°

ALCOLICI

bottiglia (750 ml)

gr. 300

38°

bicchiere standard (130 ml)

gr. 15

12°

VINO

bottiglia (750 ml)

gr. 90

12°

 

1 litro

gr. 110

12°

 

Tabella di comparazione tra grammi di alcool anidro e quantità di bevanda alcolica

 

Le conseguenze sulla salute, del "comportamento a rischio" di assumere bevande alcoliche, sono modulate da fattori diversi (fattori genetici, razza, sesso, età, modalità di assunzione, abitudini alimentari, stato di salute), che aumentando l’entità dell’esposizione aumentano le probabilità di insorgenza di patologie alcolcorrelate. Questo fatto spiega perché tutti gli studi di popolazione siano di fatto delle stime, che in quanto tali risentono della diversa valutazione che i singoli ricercatori danno dei differenti indicatori di problemi alcolcorrelati; ne conseguono a volte stime anche sensibilmente differenti.

MORBOSITÀ

La "relazione nazionale sullo stato di salute della popolazione italiana", redatto dall’Istituto Superiore di Sanità nel 1993, stimava che rispetto alla popolazione generale, il 20 % erano "bevitori problematici" e il 5% "alcolisti" (i tossicodipendenti da eroina erano stimati nello 0,44%); se applichiamo queste percentuali alla popolazione piemontese, censita nel 1991 otteniamo la seguente tabella di morbosità alcolcorrelata, che evidenzia chiaramente l’entità del fenomeno.

POPOLAZIONE

RESIDENTE

BEVITORI

PROBLEMATICI

ALCOOL

DIPENDENTI

Torino CITTÀ’

(abitanti 962.507)

192.501

48.125

Provincia di Torino

(abitanti 1.274.258 - resto)

254.852

63.713

Provincia Alessandria

(abitanti 438.245)

87.649

21.912

Provincia di Asti

(abitanti 208.332)

41.666

10.417

Provincia di Biella

(abitanti 191.291)

38.258

9.564

Provincia di Cuneo

(abitanti 547.234)

109.447

27.362

Provincia di Novara

(abitanti 334.614)

66.923

16.731

Provincia di Vercelli

(abitanti 183.869)

36.774

9.193

Provincia del V.C.O.

(abitanti 162.215)

32.443

8.111

 

REGIONE PIEMONTE

(abitanti 4.302.565)

 

860.513

 

215.128

 

Stima del numero di abitanti con problemi alcolcorrelati rispetto al censimento - 1991:

bevitori problematici = 20 % - alcoldipendenti = 5 %

 

 

Per quanto attiene agli incidenti stradali, una ricerca effettuata dall’ Esso Petroli nel 1996, su dati del Ministero dei Trasporti e dell’Interno, stimava che dei 170.000 incidenti stradali all’anno, il 10% era da attribuire direttamente all’uso di alcool da parte del guidatore è il 50% era da attribuire allo stato psico-fisico del medesimo (è chiaro come l’alcol abbia effetti di modificare la stato psico-fisico di una persona).

Rispetto alla correlazione tra alcool e attività lavorativa è stato stimato che nei bevitori:

 

MORTALITÀ

La mortalità alcool attribuibile, cioè la proporzione di decessi per la quale il consumo di alcool gioca un ruolo di fattore causale, è stata oggetto di studio fin dagli anni ’80, quando il CNCDA (Comitè National de la Défense contre l’Alcolisme), introdusse il in Francia la formula di Perrin, cui seguì una formula italiana, per calcolare la frazione alcool attribuibile

 

Causa di

% attribuibile ad alcool

morte

Formula di Perrin

Formula italiana

Psicosi alcolica

100

100

Cirrosi epatica

80

60

Tumori maligni: bocca, faringe,

laringe, esofago

80

17

T.B.C. respiratoria

33

33

Omicidi

50

50

Suicidi

25

25

Incidenti stradali

33

46

Altri incidenti

10

10

Sintomi mal definiti

10

10

 

Formula di Perrin e versione italiana per il calcolo della percentuale alcool attribuibile di mortalità

 

L’Istituto Superiore di Sanità stimava che nel 1992 ci fossero stati 26.000 decessi attribuibili a causa alcolcorrelata (nello stesso anno il Ministero degli Interni ha stimato che i morti per eroina fossero stati 1820).

L’Osservatorio Permanente sui giovani e l’Alcol ha stimato che nel 1991 ci fossero stati 15.866 decessi attribuibili a fattori alcolcorrelati, di cui 10.854 per patologie, 3.878 per incidenti stradali e 1.134 per altri incidenti.

ANNI DI VITA PERSI

La stima di mortalità alcool attribuibile, rapportata alle classi di età, consente di valutare gli anni di vita perduti, in base alle attese di vita per ciascuna classe di età.

La tabella seguente calcola gli anni di vita perduti per causa di morte alcool attribuibile nel 1991, è da una impressionante idea della gravità del fenomeno della mortalità alcolcorrelata

CAUSA DEL DECESSO

ANNI DI VITA PERDUTI

Malattie infettive e parassitarie

2.083

Malattie delle ghiandole endocrine

1.973

Disturbi psichici

7.830

Tumori

32.004

Malattie del sistema nervoso e degli organi dei sensi

260

Malattie del sistema circolatorio

339

Malattie dell’apparato respiratorio

0

Malattie dell’apparato digerente

116.899

Sintomi, segni e stati morbosi mal definiti

7.473

Incidenti stradali e da altri mezzi di trasporto

143.030

Altri incidenti

13.787

 

TOTALE

 

323.714

 

Anni di vita perduti per causa alcool attribuibile nel 1991 - Fonte: Osservato Permanente sui Giovani e l’Alcool

 

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